Fine Ottobre, una luce più obliqua sui marciapiedi e quell’aria sottile che invita a fare il punto. C’è chi si guarda allo specchio e vede “solo” qualche ruga, chi sente la stanchezza arrivare prima di sera, chi confessa una nebbia leggera in testa dopo pranzi troppo veloci. «Molti chiamano tutto questo “invecchiare”. In parte lo è; ma nella mia pratica spiego che esiste un filo nascosto che cuce insieme tanti piccoli segnali: lo chiamiamo inflammaging», dice la dott.ssa Teresa Mannarino, dietista. «È un’infiammazione cronica di basso grado, silenziosa, che cresce con l’età e con gli stili di vita – alimentazione compresa. La buona notizia? Il cibo è uno strumento potente per spegnerla, giorno dopo giorno».
Non è un trattato, è un racconto di quotidiano: come mettere in tavola scelte capaci di “fare manutenzione” all’età biologica, riducendo quell’incendio a fiamma bassa che accelera il logorio dei tessuti. Perché “anti-aging” non significa rincorrere l’eterna giovinezza, ma restare presenti, lucidi, funzionali.